Samstag, 20. Oktober 2007

Ridurre le tasse e procedere sull'innovazione

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: ECONOMIA - data: 2007-10-20 num: - pag: 15categoria: REDAZIONALE
Dibattito organizzato dalla Camera di commercio

Riello: l'innovazione non è una panacea

L'industriale: «Più utile ridurre le tasse»


BOLZANO — «L'innovazione? Non è una panacea e sono scettico quando vedo che viene pianificata a tavolino. Non credo che da sola possa rappresentare la soluzione per vincere le sfide della globalizzazione». È una posizione controcorrente quella di Ettore Riello, in anni in cui innovare sembra l'imperativo di ogni azienda. Il presidente ed amministratore delegato della Riello Group di Legnago, leader mondiale nella produzione di bruciatori, è intervenuto ieri alla sala convegni dell'hotel Sheraton di Bolzano per la «Giornata dell'innovazione 2007», organizzata dalla Camera di commercio. All'invito del presidente Benedikt Gramm e del segretario generale Josef Rottensteiner ha risposto un qualificato gruppo di relatori: oltre a Riello, sono intervenuti Karin Roner dell'omonima distilleria di Termeno, Hannes Erler, manager dell'impresa tirolese di cristallo sfuso Swarovski, e Christoph Tobler del gruppo svizzero Sefar (serigrafia industriale).Particolarmente interessante la relazione di Riello: «L'elemento di successo finale di un'azienda o di un prodotto — ha affermato l'industriale veronese — è il frutto di tanti fenomeni, di cui l'innovazione è solo una parte, oltretutto non primaria. Lo è invece la competenza dei dipendenti o la capacità di reagire con flessibilità da parte del management. Credo anzi che in futuro la pianificazione aziendale sarà sempre meno importante, rispetto invece alla capacità di offrire risposte immediate alle richieste del mercato». Riello ha concluso: «Non credo che si possano superare le difficoltà con l'innovazione. Del resto l'innovazione la facciamo tutti e da sempre, ma le nostre industrie devono essere messe in condizioni paritarie di competizione nei confronti ad esempio delle aziende cinesi. Questo è il vero problema: le differenze sociali e di costi con la Cina sono così alte che non c'è innovazione che tenga. E infine la pressione fiscale, divenuta in Italia ormai insostenibile. Ho chiesto ad un gruppo di analisti di valutare il bilancio di Riello Group sulla base dei criteri fiscali e civilistici degli altri principali paesi europei: è emerso che se la mia azienda fosse in Germania, Francia o Spagna avrebbe un'imposizione fiscale dimezzata rispetto all'Italia. In Inghilterra scenderebbe addirittura a un quarto».Il convegno è stato aperto dal docente Urs Fueglistaller, docente dell'Istituto svizzero per le piccole e medie imprese dell'Università di San Gallo. «L'innovazione — ha detto — nasce da molti fattori, ma soprattutto da esperienze già fatte. Chi trascura nell'innovazione la cultura e la tradizione dell'attività imprenditoriale pluriennale, ha sbagliato strada. In Alto Adige mi sembra che questo non stia accadendo ». Lo stesso istituto di San Gallo ha collaborato con il Servizio innovazione della Camera di commercio di Bolzano per realizzare la guida «Pro-Log. L'innovazione nelle piccole imprese». I lavori allo Sheraton sono stati chiusi proprio dalla presentazione di questa pubblicazione, da parte di Irmgard Lantschner, della Camera di commercio: «In questo modo — ha spiegato — intendiamo fornire a imprenditori e dirigenti di piccole imprese la possibilità di migliorare la propria competenza strategica nello sviluppo di nuovi prodotti, procedure di produzione e servizi. Scopo della guida è di esporre in modo chiaro come realizzare, concretamente e con successo, idee innovative ».Luigi Ruggera